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P.IVA. 3 step da seguire per farsi pagare quando il cliente non vuole mollare il grano.

Se si svolge un’attività professionale a favore di soggetti titolari di Partita IVA, non è raro il caso in cui ci si possa trovare di fronte a clienti che tendono a non pagare l’onorario professionale. In alcuni casi può bastare un semplice sollecito per ottenere il pagamento in ritardo ma, in altre situazioni, nonostante le ripetute richieste si può anche correre il rischio di non ricevere alcuna somma di denaro. Come bisogna comportarsi in queste circostanze? Vediamo un po’ come comportarsi.

I possibili scenari

Una delle situazioni più frequenti che può capitare è quella relativa alla prestazione di una consulenza professionale per la quale non si è ricevuto il corrispettivo da parte dei clienti; tale situazione si è inoltre molto accentuata da quando si è manifestata la crisi economica che ha portato a maggiori casi di insolvenza. Subito dopo aver effettuato la propria consulenza professionale è opportuno emettere una fattura pro-forma che rappresenta il compenso che dovrà essere dato al professionista nel momento in cui sarà emessa la fattura quando sarà effettuato il pagamento.
Per essere certi di ottenere il pagamento, o meglio per sentirsi maggiormente tutelati, sarebbe opportuno che fosse preliminarmente sottoscritto un accordo tra le parti che stabilisca i termini entro cui effettuare il pagamento della prestazione professionale entro 30, 60 o 90 giorni. In realtà nella maggior parte dei casi, l’accordo che si raggiunge con il cliente è di natura verbale e questo può comportare un aumento dei casi di insolvenza; per questo motivo è consigliabile inviare una comunicazione in posta elettronica con la quale si richiede il pagamento entro un determinato termine, ricevendo apposita accettazione dal cliente. Qualora comunque non ci sia alcun tipo di accordo scritto tra le parti, le fattura è pagabile a vista, ossia al momento in cui viene emessa, anche se in questo caso le tutele a favore del professionista sono sicuramente minori. In ogni caso l’elemento che assume la maggiore importanza è rappresentato dalla fattura in quanto svolge una vera e propria funzione probatoria, soprattutto nel caso di inadempimento delle obbligazioni.

Quali sono i passi da seguire

Come detto, la prima operazione da effettuare è il sollecito del pagamento dovuto, anche a più riprese, per evitare che il cliente accampando diverse scuse possa evitare di pagare quanto dovuto. Il sollecito di pagamento anche è un elemento molto importante in quanto il pagamento degli oneri professionali è soggetto ad un termine di prescrizione relativamente breve, appena 3 anni, per cui se non dovesse essere sollecitato trascorso questo termine non sarà dovuto più nulla.
La seconda operazione da effettuare è quella da avviare immediatamente dopo che sia trascorso il termine di 90 giorni, quando dovrà essere effettuato un tentativo di trattativa stragiudiziale. Generalmente quest’azione consiste nell’invio di una lettera con raccomandata con avviso di ricevimento all’interno della quale viene sollecitato il pagamento di quanto dovuto entro un termine a stretto giro. Lo scopo è quello di cercare di recuperare la somma dovuta entro poco tempo e verificare che il debitore abbia omesso il pagamento a causa di un temporaneo periodo di difficoltà economica. Qualora ciò non avvenisse è necessario procedere con l’invio di una seconda raccomandata con la quale si avvisa il debitore che in caso di ulteriore mancato pagamento sarà avviato la relativa azione legale per recuperare quanto dovuto; se anche questo tentativo andrà male, ci troviamo di fronte ad un cliente insolvente.

La necessità di un’azione legale

A questo punto l’ultima azione da intraprendere consiste in quella di rivolgersi ad un legale il quale fornirà la sua assistenza, arrivando ad avviare un procedimento dinanzi al Giudice di Pace, a condizione che però il credito non superi l’importo di 516 euro.
Nel momento in cui ci si rivolgerà ad un legale, questi procederà nuovamente con l’invio di una lettera di formale intervento rivolta al cliente insolvente: si tratta di un atto con il quale si chiede nuovamente al debitore di effettuare il pagamento.
Nel momento in cui questo tentativo non porterà i frutti sperati, si dovrà procedere con un decreto ingiuntivo; si tratta di un provvedimento con il quale il giudice, con una documentazione idonea fornita dal creditore, impone al debitore di effettuare il pagamento dell’importo dovuto, nel nostro caso per una prestazione professionale, entro il termine di 40 giorni. Grazie a questo procedimento, purché si abbia sempre a disposizione un’idonea documentazione comprovante il credito, si riuscirà a recuperare le somme spettanti in brevissimo tempo.
Può accadere però che il debitore continui a non pagare, anche dopo il termine di 40 giorni; in questi casi il decreto ingiuntivo diventa esecutivo ed è possibile procedere al pignoramento dei beni presso il debitore. Appare ovvio quindi che lo scopo del decreto ingiuntivo è quello di fornire uno strumento a tutela del creditore, in modo da mettergli tra le mani un titolo per agire nei confronti del debitore. Il vantaggio ulteriore è quello che non c’è necessità di contraddittorio per emanare il decreto.

About Luca Spinelli

SEO & webmaster di Lissone. Aiuto le PMI ad emergere su Google e da fine Luglio 2019 gestisco Atlovir. In questo blog curo le interviste di chi fa impresa in Lombardia e la sezione FAQ.

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