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La Giobia in Busto Arsizio

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Ebbene si, l’ultimo Giovedì di Gennaio si avvicina, e gli abitanti di Busto Arsizio attendono fervidamente e con grande entusiasmo la celebrazione della Giöbia: un momento di unione e tradizione, condiviso e sentito molto nella nostra comunità.

Ma riscopriamo insieme il significato e le origini di questa tradizione.

Le origini sono molto antiche,addiritura precristiane, il nome infatti sembra derivare dal dio Giove; con il diffondersi del Cristianesimo poi i riferimenti agli Dei Pagani erano stati accantonati mentre il nome rimase invariato.

Veniamo ora al significato e alla celebrazione: come si è sempre usato fin dai tempi antichi nel mondo agricolo, i cicli stagionali della natura venivano rivissuti attraverso riti e festeggiamenti, in modo da rendersi partecipi ai cambiamenti ciclici delle stagioni e quindi della natura.

Durante l’inverno i contadini bustocchi, erano annoiati e presi dall’ansia,poichè portava con sé fame e paure di ogni male e sciagura possibile,uno stato collettivo quindi di tristezza e apprensione, che andava scacciato con l’avvicinarsi della bella stagione, il risveglio primaverile.

Nacque così la tradizione della Giobia, figura associata a una vecchia donna o a una strega, che veniva e viene ancora oggi bruciata l’ultimo Giovedi di Gennaio, in maniera simbolica come rito propiziatorio per scacciare l’inverno e con lui tutti i malanni e le ansie ,e per accogliere la primavera in arrivo.

La strega da sola però non bastava, altro elemento caratterizzante infatti è il falò.

La Giobia nella variante Bustocca ieri.

Nei giorni preparativi gruppi di cortile e di contrada costruivano le giobie, fantocci che potevano assumere carattere maschile o femminile, a seconda che fossero rivestiti da grembiule, mutandoni di pizzo e un fazzoletto sul capo oppure da camicia e pantalone.

I ragazzi durante il giorno schiamazzavano per tutte le vie della città, e a sera, l’intera comunità si univa e bruciava le giobie.

Nella variante bustocca, questa ricorrenza era accompagnata anche dal “di scienèn” ovvero l’occasione di cenare in famiglia o tra amici con la popolare saracca per i più poveri o con il salamino cotto nella brace per i più benestanti; da non dimenticare “ul pangiàldu”, il classico pane alto lombardo con farina di granoturco e grano.

La Giobia nella variante Bustocca oggi.

Diverse associazioni,parrocchie e scuole preparano ed espongono la mattina decine di fantocci e streghe in Piazza Santa Maria;questi vengono esposti tutto il giorno nel cuore della città,e bruciati poi la sera.
In Piazza San Giovanni Battista invece , viene servito al pubblico il “Risotu cunt’a luganiga” ,ovvero il risotto allo zafferano con salsiccia.

Ci tengo a ricordare che le esposizioni delle Giobie avvengono non solo in Piazza Santa Maria, ma anche a Madonna Regina,Beata Giuliana,Borsano,Sacconago e altri quartieri;il falò principale viene allestito al parcheggio di Via Einaudi.

Tutto ciò ricorda,ieri come oggi, alla Comunità l’importanza dell’avere una Patria, riconoscersi nel dialetto,nelle tradizioni,nel cibo e nella gente, e sentire dentro sé quella sensazione di gioia nel comprendere di non essere mai soli.

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About Luca Spinelli

SEO & webmaster di Lissone. Aiuto le PMI ad emergere su Google e da fine Luglio 2019 gestisco Atlovir. In questo blog curo le interviste di chi fa impresa in Lombardia e la sezione FAQ.

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