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Il cliente (italiano) razzista contro gli italiani. Il pazzo furioso peggiore mai incontrato.

Questa ve la devo proprio raccontare. Qualche mese fa vengo contattato da un signore anziano senza i denti davanti (sia in alto che in basso) che necessitava di un lavoro standard. Neanche si presenta e parte col proclamarsi svizzero, un fiero svizzero che disgusta gli italiani e che non vede l’ora di tornare in Svizzera in giornata. Poi si scoprirà che era di Napoli e che aveva vissuto in Italia fino a 2 giorni prima. Già qua boh…apri la bocca ed esce merda fumante contro l’Italia e gli italiani, quindi me compreso, usando un lessico da analfabeta dell’800 che odia il vicino di casa senza motivo. Quindi mi parla del lavoro da fare mentre fra una frase e l’altra ribadisce il proprio odio per l’Italia e gli italiani (aridaje) per 15 minuti buoni.

Odia gli italiani. Abbiamo capito.

Alla fine riusciamo a capire che tipo di lavoro va fatto. Valutiamo 2 soluzioni con lavorazioni una tantum o su 12 mesi e decidiamo quella una tantum perché costa meno. Mah. Ovviamente abbiamo speso 30 minuti per capire su quale delle 2 orientarci perché, fra un insulto razziale e l’altro, questo non capiva che la somma indicata per il 1° tipo di lavoro era mensile. Inutile ripeterglielo ogni 3X2. Nella sua testolina quella somma (150€) era talmente alta che non poteva riferirsi ad 1 mese di lavoro ma doveva per forza essere comprensiva di 1 anno intero. Pazzesco.

Capito il personaggio non mi arrendo per educazione, quindi proseguo il discorso finché, come vi dicevo, non capiamo che gli conviene fare il 2° tipo di lavoro da 300€ una tantum. Anche quella una sommona! Si raccomanda di fargli un lavoro a regola d’arte più e più volte mentre insulta ancora l’Italia e gli italiani e chi prima di me mi aveva preceduto nel tentativo di assisterlo.

Si cominciano i lavori ma esce di testa

Mi metto l’anima in pace e comincio i lavori. Gli chiedo una serie di dati per lavorare (tipo che orario d’apertura ha la tua attività, ecc…) ed è subito una gran fatica. 5 minuti dopo l’inizio dei lavori arrivano mail minatorie che mi chiedono di rendere conto del perché io abbia creato un user nel suo sito col mio nome e cognome. Ma coglione di uno se devo lavorare come faccio? Io uso un account mio, mica il tuo. Così evito di scombussolarti la tua interfaccia visto che sei un caso umano e già so che in caso spostassi degli elementi poi andresti nel panico non ritrovandoli.

Inutile spiegarglielo oh. Avendo creato un nuovo utente col mio nome e cognome (nonostante la spiegazione PRIMA di cominciare i lavori e DOPO la sua “perplessita = cristo mi ha mandato una mail minatoria piena d’insulti in neanche 5 minuti) era come se gli avessi “rubato il sito”. Si cazzo. Aveva paura che gli avessi rubato il sito in pratica. Pazzesco. Ritento nel rispiegargli come verrà svolto il lavoro, come già fatto PRIMA di cominciarlo, ma sembra tutto inutile. Houston l’abbiamo perso. Fioccano solo insulti via telefono, quindi SMS quando smetto di rispondergli e via mail quando smetto di cercare di farlo ragionare per SMS. Alla fine lo ringrazio e lo saluto, indicandogli di rivolgersi ad un altro per fare il lavoro.

Un pazzo furioso. Settimana da panico.

Inutile. Chiamate, SMS e mail con insulti vari vanno avanti per qualche giorno manco gli avessi ammazzato un figlio. Vengo insultato sul personale ed ovviamente viene rincarata una dose sull'”ecco vedi che gli italiani lavorano male, te l’avevo detto!”. Ma coglione smettila che sei un napoletano (perché era di Napoli, non perché “Napoli” abbia una connotazione negativa in sè) 60enne sdentato che non sa parlare e quando apre bocca esce solo merda c’era da dirgli.

Questo è stato il caso umano migliore (beh…PEGGIORE) mai incontrato. Letteralmente da manicomio. Un’insensatezza totale ed un odio represso verso il mondo anche lui senza motivo. Da shock aver incontrato una persona del genere che, IMHO, avrebbe bisogno di serie cure mentali in cliniche. Perché io l’avrò raccontata malissimo questa storia ma questo non stava per niente bene ed il lavoro che doveva fare era probabilmente solo un pretesto per passare del tempo e magari avere un interlocutore con cui ridurre il senso di solitudine di cui soffriva, essendo presubibilmente stato isolato dai conoscenti a causa degli evidenti disturbi di cui soffriva.

Mi è dispiaciuto? NO.

Un po’ mi spiace? Assolutamente no. Ho perso mezza giornata per incontrarlo e 2 giorni di lavori fatti (mai pagati ovviamente) nonché qualche giorno a dover subire chiamate, SMS e mail veramente oscene da parte di questo pazzo. Non mi spiace per niente, malato o no resta un coglione che mi ha fatto perdere tempo e spaventare. Si perché un conto è avere a che fare con gente che non paga e che truffa di mestiere ma un altro è avere a che fare con fuori di testa che non hanno nulla da perdere e che per – secondo loro – un torto immaginario potrebbero compiere gesti estremi. Quindi no…non mi dispiace manco per il cazzo anche se ovviamente spero che qualcuno l’abbia aiutato (non col falso lavoro che doveva fare ma clinicamente intendo).

About Luca Spinelli

SEO & webmaster di Lissone. Aiuto le PMI ad emergere su Google e da fine Luglio 2019 gestisco Atlovir. In questo blog curo le interviste di chi fa impresa in Lombardia e la sezione FAQ.

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